Il territorio Leader può vantare, tra le sue innumerevoli risorse, un notevole patrimonio gastronomico, costruito intorno a sapori autentici, ricchi di influenze ed ispirazioni, che si richiamano al vicino Piemonte e alla cultura francese. Si tratta di una cucina povera che affonda le sue radici nella tradizione popolare, in cui la semplicità degli ingredienti e dei metodi di lavorazione sono gli elementi caratterizzanti. Molti di questi sapori si ritrovano ancora oggi nelle feste e sagre che animano i paesi. Ad alcuni di essi vengono dedicati particolari momenti celebrativi, per esempio sono diffusissime le feste in cui protagonista assoluta è la castagna, fra queste si segnala la “Castagna d'oro”, il "Campionato Internazionale dei Caldarrostai" che si tiene a metà ottobre a Calizzano, oppure il fungo, in particolar modo quello porcino che nasce a Calizzano e a Bardineto, dove hanno sede numerosi laboratori artigianali che lo lavorano sia sott'olio che secco; mentre Millesimo, in qualità di città del tartufo e sede dell' Associazione Tartufai e Tartuficoli liguri ospita, l'ultimo fine settimana di settembre, la "Festa Nazionale del Tartufo".
Per quanto riguarda i prodotti lattiero caseari bisogna dire che il formaggio è sempre stato un elemento base dell'alimentazione popolare, sempre presente sulla tavola dei contadini, in quanto l'abbondanza di latte che non veniva consumato fresco, se non in minima parte, spingeva alla produzione del formaggio. Questo era l'unico metodo per utilizzare un prodotto che non poteva andare sprecato e che, anzi, rappresentava un importante riserva alimentare da consumare nella lunga stagione invernale, quando la neve rendeva particolarmente difficili le comunicazioni con l'esterno. Di lunga tradizione e ancora oggi diffuse ed apprezzate sono le formaggette di latte ovino e caprino; rinomate sono quelle di Stella dal sapore fragrante, poco salato, non piccante, con aroma caratteristico debolmente acido. Particolarmente ricercata è ancora la ricotta denominata "zuncata", la cui produzione ha antiche origini legate soprattutto alle festività pasquali; tutt'oggi viene prodotta solo alcuni mesi all'anno: a partire da Pasqua sino a fine maggio - inizio giugno. La particolarità di questo formaggio riguarda il metodo di lavorazione che prevede l'uso della cosiddetta "zuncaroia", ossia una grata formata da canne di paglia unite tra di loro, sulla quale viene fatta riposare la ricotta per un paio di ore. Essendo un formaggio dal sapore fine e delicato, si presta ad essere consumato in diversi modi: al naturale o condito con olio, oppure, come dessert, accompagnato da zucchero, caffè o cacao. Altro prodotto tipico è la "robiola", formaggio fresco di latte ovino prodotto principalmente nella zona di Osiglia, ma diffuso in tutta la Valle Bormida.
Passando al settore dei salumi ed insaccati si può dire che il loro consumo in passato sia stato legato soprattutto a ricorrenze religiose o festività, e tuttora si è mantenuta la tradizione di consumare alcuni di questi prodotti in tali occasioni; per fare un esempio il giorno dei morti si consuma la minestra di ceci insaporita con le cotiche del maiale. Un altro piatto molto antico risalente a più di 100 anni fa è la testa in cassetta con brodo, chiamata "zreia o zeraia", si tratta di un brodo molto consistente fatto con la testa e lo zampino del maiale, che viene servito insieme alla carne tagliata a fette. Bisogna poi citare le frattaglie, dette "frizze o grive", fatte con il fegato di maiale e la salsiccia e insaporite con le bacche di ginepro, in passato spesso utilizzate al posto del pepe. Le frattaglie possono essere cucinate in vario modo: scaldate a bagno maria, oppure cotte sulla piastra o ancora fritte. Nella zona del Sassello si produce inoltre il "paté di lardo", derivante dalla lavorazione del lardo di suino, salato e aromatizzato con erbe locali e  adatto ad essere consumato spalmato su fette di pane appena scaldato. Ancora in questa zona si produce il salame cotto e crudo, lavorato artigianalmente secondo una ricetta tradizionale legata a questo territorio, e insaccato in budello naturale. Infine si devono menzionare i salumi di cinghiale ed i sanguinacci, questi ultimi, chiamati "beroditt", sono preparati con il sangue di maiale, il latte di mucca, i porri e le cervella, consumati soprattutto durante la stagione invernale.
Per quanto riguarda i prodotti da forno si segnala primo fra tutti il pane. In passato era un elemento centrale per l'alimentazione dei poveri, veniva prodotto con ogni tipo di granaglie dal frumento, all'orzo, all'avena, al sorgo. Ancora oggi molto diffuso e particolarmente saporito è quello di porri, di patate, oppure casereccio.  Quest'ultimo si caratterizza per la fragranza e per la digeribilità; molto simile è poi la grissa, uguale nel tipo di lavorazione, ma diversa per il taglio trasversale rispetto a quello casereccio e per la pezzatura che è maggiore e quindi ancora più morbido. Tipico della valle è poi il "fazzino": una sorta di panino ovale dalla consistenza morbida, la cui lavorazione è molto simile a quella del pane di patate, la differenza consiste nella quantità di patate impiegate che nel fazzino è maggiore per rendere l'impasto ancora più morbido. La lavorazione è tutta manuale e la lievitazione naturale, la cottura avviene nel forno a legna. Il gusto particolare del fazzino è dovuto alla cipolla che viene utilizzata nella fase dell'impasto dopo essere stata tagliata a spicchi ed ammorbidita in acqua e sale. Il fazzino viene prodotto in tutti i comuni valbormidesi ed assume in ognuno di essi caratteristiche differenti, non per quanto riguarda l'impasto che è uguale, ma per il tipo di condimento usato. Nel Comune di Bormida per esempio viene insaporito solo con la cipolla, a Pallare si utilizza cipolla ed uovo, a Calizzano, invece, non si usa nessun condimento. Non vengono organizzati eventi particolari per celebrare il fazzino, spesso, però, si trova in occasione di feste e sagre paesane.
Tipico della zona del Sassello è ancora il "tirotto", prodotto a base di farina di grano e patate dalla forma "tirata" e leggermente arrotolata che può essere condito o no. Infine, particolarmente gustosi, ma semplici nella lavorazione, sono i cosiddetti "lisoni", cioè focaccine di patate condite con prezzemolo tritato, olio e parmigiano. Sono conosciuti in tutta la valle, ma in modo particolare sono tipici di Riofreddo, frazione di Murialdo, dove ogni anno il 16 di Agosto, in occasione della festa di S.Rocco, si svolge la Sagra dei lisoni.
Per quanto riguarda i prodotti da forno dolci sono stati individuati prodotti che ancora oggi, come in passato, vengono consumati solo in determinate occasioni, per lo più ricorrenze religiose; alcuni di questi sono diffusi in tuta la valle, altri, invece, sono tipici solo di alcuni luoghi. Caratteristici del periodo pasquale sono i "canestrelli" e le "frittelle di S.Giuseppe". I primi sono ciambelle dalla consistenza morbida e friabile, preparate con farina, poco zucchero, poco burro, bicarbonato di ammonio e latte; le frittelle, molto diffuse in tutti i paesi valbormidesi, si ritrovano anche molto spesso nelle feste e nelle sagre e vengono prodotte solo più artigianalmente a livello casalingo.  Altri dolci tradizionali sono il "pan dei morti" e le "ossa dei morti", che già nel nome rivelano il loro legame alla ricorrenza religiosa. Entrambi sono tipici di Calizzano ed hanno le caratteristiche visive di un biscotto, il primo, dalla composizione più ricca, viene preparato con biscotti secchi ridotti in polvere, farina, zucchero, vino bianco, frutta secca (fichi, mandorle, nocciole), cannella, cacao, lievito ed albume. Gli ingredienti vengono lavorati manualmente sino ad ottenere un impasto abbastanza sodo che viene diviso in piccoli pezzi sui quali viene fatto il segno della croce; le ossa dei morti, invece, hanno una composizione più semplice fatta di farina, zucchero, bicarbonato di ammonio e nocciole intere. Sempre caratteristici di Calizzano sono ancora la "torta strozzagatti", una semplice torta fatta con farina, zucchero, burro, uova, latte, scorza di limone grattugiata, lievito, ed i "gobeletti", biscotti di pasta frolla farciti con marmellata di albicocche e preparati con farina, zucchero, uova, scorza di limone grattugiata e lievito. Entrambi i prodotti vengono lavorati manualmente e con l'utilizzo di  semplici utensili casalinghi come la spianatoia in legno ed il mattarello; per i biscotti vengono utilizzate formine in metallo realizzate artigianalmente, risalenti a più di 50 anni fa.
Sempre di antica tradizione ed esclusivi di Millesimo, da cui prendono anche il nome, sono i rinomati "millesini", cioccolatini al rhum con un ripieno di meringa, ricoperti di cioccolato nero oppure bianco. A Mallare sono invece famosi i "torcetti", prodotti solo in occasione di feste o eventi speciali. Visivamente appaiono come piccole ciambelle soffici e morbide, si compongono di farina, zucchero, burro, rhum, uova, lievito, scorza di limone grattugiata. Tra gli altri prodotti diffusi su tutto il territorio si ricordano ancora la "torta di nocciole e miele" e gli "amaretti di Sassello", biscotti di pasta di mandorle di consistenza morbida e di forma rotonda,che si possono provaresia classici sia con la frutta.
Passando poi alle ricette casalinghe dobbiamo segnalare le torte salate con le erbe aromatiche,  prodotte in passato soprattutto nel periodo pasquale quando l'abbondanza di uova e di erbe di campo, permetteva di variare la monotonia dei gusti del periodo invernale. Dalla tradizione si è conservata ancora oggi la torta di zucca, quella di riso e porri e con le erbette. Legati invece al periodo autunnale sono i "ravioli con il ripieno di castagne",  diffusi in tutto il territorio.